Ernesto De Fiori

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Biografia breve di Ernesto De Fiori

Ernesto De Fiori (Roma 1884 - San Paolo del Brasile 1945) è stato uno scultore italiano del XIX secolo. Manifesta un interesse precoce per le arti figurativee nel 1903 si reca a Monaco per frequentare la locale Accademia di Belle Arti e studiare con Otto Greiner. Insoddisfatto del metodo di insegnamento, torna ben presto a Roma e si dedica alla pittura. Un soggiorno a Londra (1909-10) e un viaggio a Parigi (1910) fanno maturare nell'artista una profonda crisi nei confronti della pittura, che abbandona del tutto per dedicarsi alla scultura. Studia con Hermann Haller e nelle sue prime opere affiorano influssi di Rodin, Maillol e delle sculture di Renoir e Degas. Ben presto viene notato dalla critica tedesca, che apprezza il suo arcaismo goticizzante, ma intanto De Fiori si è rivolto decisamente verso la plastica cubista. Egli formula la concezione di scultura come architettura risultante dalla riunione dei volumi; nel 1914 espone al Salon des Indépendants a Parigi e alla prima Esposizione libera futurista alla Galleria Sprovieri di Roma. Subito dopo la guerra conosce un periodo di grande successo, partecipa a numerose rassegne a Zurigo, Dresda, Düsseldorf, Berlino, Milano, Ginevra, Amburgo, Bruxelles. La sua ricerca espressiva si sviluppa al di fuori di Scuole e correnti ed è improntata ad una radice espressionista e ad un certo antinaturalismo, ben visibile nelle teste-ritratto (Beniamino Gigli, 1925; La signora Workman, 1926; Hindenburg, 1928). Nel 1936 l'artista fugge in Brasile per sottrasi al clima ideologico e culturale della Germania nazista (egli aveva preso la cittadinanza tedesca già nel 1916), e si stabilisce a San Paolo, svolgendo un'intensa attività soprattutto pittorica. Nel 1938 viene incaricato di elaborare le decorazioni dell'edificio del ministero dell'Educazione e Sanità. Nessuno dei bozzetti viene però approvato dal coordinatore del progetto Lucio Costa. Comunque la sua opera è decisiva per lo sviluppo della scultura brasiliana. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1945, gli viene dedicata una sala personale nella XXV Biennale di Venezia (1950) e una grande retrospettiva ha luogo nel 1975 nel Museo di Arte Contemporanea di S. Paolo. Sue opere sono conservate in vari musei e collezioni private europee.

FONTE: Scultura italiana del primo Novecento

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